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ARCHEOCETI


Gli Archeoceti, come dice il nome stesso, sono il gruppo più antico e quindi più primitivo dal punto di vista anatomico. Raggiunsero la massima espansione nell'Eocene, ma in gran parte si estinsero prima della fine dell'Oligocene; solo poche specie sopravvissero nel Miocene superiore.
I più primitivi del gruppo - per esempio Proteocetus - erano animali acquatici relativamente allungati, con arti posteriori ridotti e muso prominente. Le ossa craniche erano disposte come in un tipico mammifero terrestre e non particolarmente sviluppate verso l'alto e all'indietro come nei cetacei attuali. L'unico segno che lascia prevedere la futura evoluzione del cranio è lo spostamento verso la sommità del rostro delle aperture nasali disposte negli Archeoceti più indietro rispetto all'apice.
Anche i denti sono completamente diversi da quelli degli Odontoceti attuali: sono di tipo eterodonte, distinti cioè in incisivi, canini e molari, questi ultimi in particolare con probabile funzione di frammentazione del cibo e non di triturazione dello stesso, il che fa pensare che la dieta di qusto sottordine fosse a base di pesce. La dentatura e la forma del cranio fanno ritenere che i Cetacei più antichi siano probabilmente derivati da un mammifero ancestrale comune con i Creodonti primitivi. Ricordiamo che i Creodonti hanno poi dato origine sia agli ARTIODATTILI sia ai CARNIVORI.
La famiglia più singolare e caratteristica degli Archeoceti è quella dei ArcheoceteBASILOSAURIDAE (o Zeuglodontidae), ben rappresentata nei mari dell'Eocene superiore. Vi appartenevano specie di grossa taglia, alcune lunghe fino a 20 metri e più, con un cranio della lunghezza di 1,5 m. Non erano affusolati come gli attuali Cetacei, ma piuttosto avevano l'aspetto di serpenti o di anguille, erano, cioè, allungati e cilindrici. Il collo era corto, ma la colonna vertebrale nel suo complesso assai allungata; gli arti anteriori erano foggiati a paletta corta, i posteriori mancavano già.
La forma dei loro denti lascia pensare che queste creature si nutrissero di pesci mentre l'aspetto serpentiforme dà corpo all'ipotesi che questa famiglia - al contrario degli altri Cetacei - mancasse di una pinna caudale orizzontale o piuttosto ne avesse una foggiata diversamente.
Si può immaginare anche che nuotassero con ondulazioni del corpo, oppure facendo oscillare verticalmente la coda, ammesso che a questo livello possedessero una pinna. Ogni vertebra portava una APOFISI dorsale e dei PROCESSI laterali piuttosto piccoli cosicchè l'articolazione tra un segmento e l'altro della colonna risultava piuttosto lassa, senza l'intervento di legamenti rigidi: tutto ciò consentiva una certa flessibilità alla colonna stessa, le conferiva libert` di movimento, cosa che non ritroviamo più nei Cetacei viventi, le cui vertebre sono dotate di massicci PROCESSI ossei che danno luogo ad articolazioni piuttosto rigide è probabile quindi che i Basilosauro BASILOSAURI vivessero, come le anguille, in acque relativamente poco profonde, ondulando sul fondale per scovare pesci e crostacei nella sabbia. In questo caso non avevano forse bisogno di pinne caudali orizzontali, nè di pinne in generale: senza dubbio la parte anteriore del corpo e quella caudale dovevano risultare compresse in senso laterale (come lo è d'altra parte il peduncolo caudale dei Cetacei attuali) il che rendeva più facili i movimenti in acqua di questi mammiferi anguilliformi.
Nell'ambito degli Archeoceti i PROTOCETIDAE costituiscono probabilmente il ceppo da cui sono derivati entrambi i gruppi degli attuali Cetacei, mentre i BASILOSAURIDAE, anche se hanno scheletro e dentatura primitivi rispetto ai nostri cetacei, erano già altamente evoluti e specializzati per quanto concerne la struttura della parte posteriore del cranio. Non possono quindi essere considerati, per nessuna ragione, il gruppo ancestrale dell'ordine dei Cetacei; non sono altro, invece, che una linea aberrante derivata dal ceppo ancestrale originario.