|

| da UNIVERSO MEDICO | ||
| Questa forma di terapia è praticata negli Stati Uniti da oltre 15 anni da psicologi dell'International University of Florida - Miami, e ha avuto successo anche in altri paesi (Australia, Israele). In Europa è poco conosciuta; in Italia Arion è l'unica organizzazione che la promuova, in base a un progetto sperimentale pluriennale studiato in collaborazione con le Università di Bologna, Siena e Parma. Negli USA, le osservazioni cliniche della dottoressa Betsy Smith su ragazzi autistici e il lavoro del dottor David Nathanson, per facilitare l'apprendimento di bambini con ritardo psichico, hanno dimostrato che il contatto con i delfini favorisce le capacità di comunicazione e la continuità dell'attenzione. In Inghilterra, le sperimentazioni del dottor Horace Dobbs in mare aperto hanno messo in luce l'efficacia terapeutica dell'incontro con i delfini su persone sofferenti di depressione. Ricercatori americani dell'Aqua Thought Foundation hanno condotto esami elettroencefalografici su partecipanti a programmi di nuoto con i delfini rilevando, dopo le immersioni, un sensibile incremento delle onde cerebrali alfa e theta, quale si determina, ad esempio, in stati di profonda concentrazione e rilassamento, come quelli meditativi. Dopo aver studiato attentamente queste ricerche estere e, in alcuni casi, avervi partecipato personalmente, ho deciso di portare anche in Italia la delfinoterapia impegnandomi prima di tutto nella valutazione degli effetti dell'incontro con i delfini su persone non sofferenti di disturbi gravi. Sono state osservate e videoregistrate 50 ore di immersioni di volontari e sono stati esaminati 110 questionari, inviati in tutto il mondo a centri che effettuano programmi di nuoto con i delfini. Nel 99% dei casi l'incontro con i delfini è risultato un evento entusiasmante, che spesso ha lasciato durature sensazioni di benessere, vitalità, gioia. Questi risultati incoraggianti hanno consentito di avviare, nel 1994, sperimentazioni con persone sofferenti di disturbi più gravi. I partecipanti hanno tratto significativi benefici dall'esperienza. A titolo di esempio citerò due casi. |
![]() Il caso di Anna Anna, una ragazza autistica di 18 anni, ha avuto fin dal primo approccio un rapporto molto positivo con i delfini. Mentre sembrava quasi non accorgersi degli esseri umani che le stavano intorno, ad eccezione dei familiari, ha mostrato presto un grande interesse per i delfini, seguendone i movimenti con attenzione, arrivando infine a giocare gioiosamente con loro. Di ritorno a Rimini, un anno dopo le prime immersioni, Anna è apparsa trasformata, soprattutto nel modo di rapportarsi con gli altri. Mentre prima evitava qualunque contatto con gli estranei, ora mostra orgogliosamente, anche a sconosciuti, le sue magliette con i delfini, raccontando, con poche parole, le sue esperienze. Mostrava particolari attenzioni verso i bambini più piccoli, un notevole interesse per i video e una maggiore disponibilità a partecipare alle discussioni di gruppo, soprattutto se personalmente coinvolta. A detta della madre i delfini sono stati l'incontro più stimolante di Anna negli ultimi anni, un ponte per la comunicazione dentro e fuori della famiglia. Il caso di Monica Anche le persone depresse hanno reagito in modo positivo all'incontro con i delfini. Affiderò la descrizione dell'esperienza ad alcune frasi di una lettera inviatami da una signora affetta da sclerosi multipla e gravemente depressa. "Il ricordo d'insieme che ho di quella giornata è una bellissima sensazione di entusiasmo, sicurezza, calore e voglia di comunicare. Avevo permesso alla malattia assurda che ho di impedirmi di fare dei programmi, di farmi credere che molte cose mi erano precluse. Però lì a Rimini mi sono sentita di nuovo capace di fare, di nuovo propositiva... Oggi so che le mie gambe non camminano meglio per ora, ma dentro di me c'è qualcosa che cammina con una marcia in più rispetto a prima". Alcune ipotesi teoriche Esistono diverse ipotesi circa i motivi che rendono questi mammiferi marini efficaci co-terapeuti. In base all'esperienza diretta e all'osservazione clinica, ritengo che i benefici riscontrati si possono attribuire a un complesso di fattori. |
L'immersione nell'acqua salata non solo ha un legame simbolico con le origini stesse della vita, ma fornisce anche al corpo un sostegno che favorisce l'equilibrio, la fluidità del movimento e il rilassamento e aiuta a sciogliere rigidezze corporee e blocchi emotivi.
La presenza dei delfini moltiplica gli effetti positivi dell'acqua. Le testimonianze indicano che l'incontro con queste creature è un'esperienza profondamente coinvolgente; forse anche a motivo della componente archetipica che ha dato origine a tanti racconti mitologici. Con il suo aspetto "sorridente" i movimenti fluidi, l'istintivo rispetto per lo spazio interpersonale (che fa sì che non si avvicini mai troppo a chi mostra timore), il delfino viene sempre percepito amichevole e meno minaccioso e giudicante degli essere umani. Offre anche gratificanti occasioni di contatto e di gioco, mai ripetitivo e di solito adeguato alle circostanze, che spesso spezza l'isolamento e le stereotipie di persone completamente chiuse in se stesse.
Programmi di nuoto con i delfini Nuotare con i delfini può essere una grande risorsa non solo per chi soffre di gravi disturbi psichici, ma anche per tutti coloro che desiderano beneficiare di un'esperienza rilassante e rasserenante. Purtroppo in Italia i limiti di spazio e di tempo degli attuali delfinari rendono impossibile questa attività. Arion è perciò impegnata a promuovere la realizzazione di una struttura simile alle lagune o baie recintate esistenti all'estero, dell'ampiezza di diverse migliaia di metri quadri che permettono di ospitare i delfini in semicattività, in un ambiente naturale, e di effettuare immersioni a scopo terapeutico, educativo e di ricerca. Attualmente programmi di questo tipo si svolgono soltanto all'estero. Per chi desideri seguirli vengono perciò organizzati, tramite Arion, viaggi in Florida e sul Mar Rosso. |

