- Scienza & Storia -


Forse un giorno visiterete l'isola di Creta nel Mediterraneo, o magari vi siete già stati. Cnosso, un tempo, era la capitale della civiltà minoica, che regnò su Creta dal 3000 al 1100 avanti Cristo. Nei resti del palazzo di Cnosso si ammirano alcune tra le più antiche pitture murali di delfini ! Questi affreschi, che risalgono al periodo compreso fra il 1450 e il 1400 avanti Cristo sono molto precisi e molto belli. Si pensava, allora, che i delfini portassero fortuna ai viaggiatori e pertanto era consuetudine raffigurarli sulle antiche monete romane. Sono molte le leggende che danno un'aria di mistero a questi meravigliosi mammiferi......io ne ho trovate, per ora, tre.... ma spero di incrementare questa sessione....anche col vostro aiuto !

La coppa di Dioniso
Plinio il Vecchio
Eolide: il delfino di Iaso


BACK LA COPPA DI DIONISO

La coppa di Dioniso (540 a.C.), celebre opera d'arte greca, illustra la storia del dio greco del vino e della tragedia, Dioniso, il quale sfuggì all'equipaggio della nave sul quale era imbarcato - che tramava di venderlo come schiavo - tramutando i remi in serpenti. Terrorizzati, i marinai si buttarono in mare per sfuggire ai serpenti: li salvò il dio del mare, Poseidone, che li tramutò in delfini. Per ringraziarlo di aver salvato la loro vita da allora essi trainano il suo carro marino ed eseguono i suoi ordini.



BACK PLINIO IL VECCHIO

Plinio il vecchio, celebre scrittore romano (circa 23-79 d.C.), ha tramandato la storia di un ragazzo e di un delfino. Il ragazzo viveva a Ipponia, cittadina sulla costa della Tunisia, e aveva fatto amicizia con un delfino che lo aveva salvato dall'annegamento. I due presero l'abitudine di giocare insieme e, poco alla volta, gli abitanti della città presero gusto a guardarli. Quando la storia di quella singolare amicizia si diffuse nel paese, molta gente cominciò a venire in città, e ben presto i mercanti si accorsero che potevano ricavare un buon guadagno affittando stanze e vendendo cibo. Purtroppo, a mano a mano che la folla dei turisti aumentava, acqua, cibo e abitazioni cominciarono a scarseggiare. Sorsero contrasti e litigi tra la popolazione e, da ultimo, gli anziani decisero che si doveva fare qualcosa. Uccisero il delfino. Con la diffusione del Cristianesimo, la chiesa adottò alcuni elementi della mitologia graca e romana: i delfini, che già avevano soccorso gli dei pagani, ora salvavano la vita ai santi cristiani. L'arte cristiana delle origini usa il delfino quale simbolo di amore, diligenza e prontezza. Ma ancora oggi alcuni considerano i delfini creature divine dotate di poteri misteriosi.



BACK EOLIDE: IL DELFINO DI IASO

Questa è una delle leggende greche più famose. Nessuno sa pe certo se la storia del delfino e del ragazzo sia vera. Se sia stata scritta in un 'epoca in cui balene e delfini erano considerati amici dei pescatori e si credeva che ucciderli portasse sfortuna.
Un giorno alcuni ragazzi della città greca di Iaso, dopo aver corso e lottato in palestra, scesero alla spiaggia per lavarsi. Un delfino che nuotava là si innamorò del ragazzo più bello e nuotò fino alla battigia per andargli vicino. Sulle prime il ragazzo si spaventò e scappò, ma poco per volta, vedendo il delfino ogni giorno, si rese conto che era un animale mite e i due diventarono amici. passavano ore e ore nuotando e tuffandosi insieme, e qualche volta il delfino si lasciava cavalcare dal nuovo amico. Tutti i giorni il delfino aspettava il ragazzo al termine della scuola e insieme giocavano nelle onde. Gli abitanti della città erano stupefatti e si divertivano a osservare i giochi del ragazzo e del delfino. Ma un giorno il ragazzo, molto stanco, si buttò sul dorso del delfino e urtò con l'ombelico la pinna dorsale tagliente dell'animale. Si ferì gravemente e morì dissanguato. Il delfino non si accorse di nulla finchè non avvertì che il corpo del ragazzo era diventato molto pesante e vide il mare rosso di sangue. Disperato, si gettò, con il cadavere del ragazzo, sulla spiaggia vicino alla palestra dove si erano incontranti per la prima volta. Là giacquero insieme, il ragazzo morto e il delfino arenato morente. L'amore del delfino per il ragazzo colpì al tal punto gli abitanti di Iaso che costoro eressero un monumento raffigurante un ragazzo a cavalcioni di un delfino. Coniarono inoltre monete di argento e bronzo su cui era affiggiata la storia del loro amore.