Ingerenza imperialista U.S.A in Colombia

" Carota vs bastone"

 

Esperti del Pentagono e della accademia analizzano l’aiuto militare degli Stati Uniti alla Colombia.

 

"Gli Stati Uniti finanziano la guerra in Colombia"

* Si sceglie la via delle armi al posto dello sviluppo.

In un articolo pubblicato nel dicembre del 1998 dal settimanale colombiano "Semana", Adam Isaacson, specialista in politica di sicurezza e Latinoamerica dell’Università di Yale ed integrante del Centro per la Politica Internazionale (CPI) con sede a Washington, osserva che la politica degli Stati Uniti verso la Colombia inasprisce il conflitto armato invece di contribuire ad una soluzione pacifica.

Esiste una sproporzione nell’aiuto che riceve la Colombia dagli Stati Uniti. Il 95% è destinato all’Esercito ed alla Polizia, mentre solo il 5% viene indirizzato allo sviluppo "alternativo": giustizia, rafforzamento delle istituzioni o sviluppo in generale. Inoltre il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, William Cohen, durante il vertice dei Ministri della Difesa realizzato a Cartagena nel novembre ‘98, ha annunciato che nel 1999 verrà incrementato l’appoggio a queste stesse forze. In termini economici ciò si traduce in un aumento dei finanziamenti, che passano dagli 80 milioni di dollari del 1997 e dagli 88,6 milioni del 1998 ai 289 milioni di dollari stanziati per il 1999.

Adam Isaacson ha dichiarato a SEMANA che gli aiuti alle Forze Militari colombiane tra il 1995 ed il 1999 risultano esser stati moltiplicati per otto: "Si sceglie la via delle armi invece che quella dello sviluppo". "Gli Stati Uniti finanziano la guerra in Colombia invece di dare un segnale chiaro di appoggio alla pace". Nonostante questo, l’analista del Pentagono James Zackrison ha dichiarato che l’unico modo per avanzare nel processo di pace senza dover regalare il paese alla guerriglia (che secondo valutazione non lontane di esperti militari del Pentagono sarebbe in grado di prendere il potere nel giro di 5 anni, se non annientata), è quello di avere delle Forze Armate forti o, secondo le sue parole, "con il bastone in mano". Per lui la guerra o "bastone" è lo strumento ultimo della diplomazia, la "carota". Issacson ha rimarcato l’urgenza di difendere il processo di pace. Ha detto di avere la certezza che gli aiuti degli Stati Uniti per la lotta contro il narcotraffico verranno utilizzati per combattere la guerriglia, e che i corsi di aggiornamento antinarcotici che si offrono sono gli stessi che si danno per la lotta anti-sovversiva. Questa coincidenza è stata confermata da Zackrison, il quale ha dichiarato che i corsi vengono forniti dal suo paese, ma la decisione circa l’utilizzo del personale addestrato è di competenza della Colombia. Inoltre ha aggiunto che non sarà possibile differenziare la destinazione degli aiuti perché ci sono delle regioni, in cui viene coltivata la coca, che si trovano sotto il dominio delle FARC. Un rapporto della Polizia, a dire il vero molto poco attendibile, ha stabilito che 3155 dei 15000 guerriglieri sono coinvolti nel narcotraffico, e lo Zar dell’Antidroga degli Stati Uniti, Barry Mc Caffrey, ha detto provocatoriamente che se la guerriglia è coinvolta nel narcotraffico, gli aiuti antinarcotici possono essere usati anche contro di essa.

In questa fase colma di contraddizioni estremamente complesse all’interno delle compagini politiche del Congresso USA, arriva non a caso una escalation armamentista in quanto alla politica militare e militarista estera, con ben 460.000 milioni di dollari destinati a plasmare globalmente gli assetti di quelle aree in particolare che costituiscono per gli USA fonti perenni di accumulazione capitalistica e di estrazione di plusvalore in termini imperialisti.

In America Latina nello specifico, di fronte alla necessità impellente di "lasciare" la base di Panama entro il 31 dicembre del 1999, il Pentagono sta cercando affannosamente un’alternativa che gli consenta di continuare a muovere i fili degli eserciti-marionette in tutto il sub-continente; il tentativo di insediarsi in Argentina, con il pretesto di una "base continentale contro il narcotraffico", non ha sortito gli effetti sperati. Allora il Pentagono ha tirato fuori dal cilindro gli incontri "settoriali" ed il vertice dei ministri e dei Comandanti degli eserciti, adducendo le solite argomentazioni usate come specchietti per le allodole nei confronti dei Governi latinoamericani ed in chiave mass-mediatica nazionale ed internazionale: la stabilità continentale, un nuovo fantasma del terrorismo e naturalmente il narcotraffico. In queste sedi sono state approvate le nuove linee di credito del Fondo Monetario Internazionale, quali per esempio quelle relative all’aiuto effettivo per stanziamenti e tecnificazioni degli eserciti, innegabilmente screditati per la corruzione e la violazione dei diritti umani. Il cavallo di battaglia nei suddetti incontri (neanche a dirlo) è stato la Colombia, con la sua conflittuale situazione aggravatasi a causa degli ultimi quattro anni di malgoverno Samper; essa si caratterizza per la demoralizzazione di un esercito implicato nelle violazioni dei diritti umani e per il forte impatto che su di esso hanno avuto gli ultimi e pesanti colpi inferti da una guerriglia che di fronte alla crisi economico-sociale, allo smembramento delle istituzioni ed alle crescenti ingiustizie si espande palesemente.

Il 1 novembre 1998, alla fine del vertice militare di Cartagena, è stato firmato un tenebroso accordo dal Ministro colombiano della Difesa Rodrigo Lloreda, dal Segretario USA alla Difesa William Cohen e dal comandante del Commando Sud, Generale Charles Wilhelm, risultato logico delle 6 ispezioni realizzate durante gli ultimi due anni da quest’ultimo in Colombia, il cui esito è stato espresso nel suo ultimo rapporto al Congresso sulla situazione politico-sociale colombiana, soprattutto nei suoi aspetti inerenti la lotta al narcotraffico, gli Insorti e le forze militari. In tale rapporto viene sottolineato: "La situazione colombiana si sta evolvendo verso uno stato anarchico e quasi ingovernabile. I militari colombiani non hanno morale né credibilità ed affrontano frequentemente problemi di indisciplina nelle loro file. Le verifiche dimostrano che l’esercito non ha la capacità di localizzare il nemico né prevenire i suoi attacchi, a causa della scarsa capacità di mobilitazione e della mancanza di apparecchiature di "intelligenza" elettronica che permettano di rilevare gli spostamenti della guerriglia, specialmente nel sud e nelle selve orientali. Ci sono prove evidenti circa la partecipazione di militari nei gruppi paramilitari, nel favoreggiamento di settori politici corrotti, perfino coinvolti nel narcotraffico, con manifestazioni di indisciplina, contraddizioni interne e demoralizzazione palpabile in alcune unità".

Unitamente a tale accordo, gli Stati Uniti sono riusciti a portare a termine il secondo obiettivo della loro strategia; infatti, parallelamente ai vertici, i Militari Nordamericani hanno ottenuto che i governi di Perù ed Ecuador, bisognosi di iniezioni (di capitali) come i "malati terminali", predisponessero l’installazione di una base con due brigate mobili adibite al pattugliamento delle frontiere dei due paesi, limitrofe con i dipartimenti colombiani di Putumayo, Caquetá ed Amazonas. In questo modo si va rafforzando la completa triangolazione di accerchiamento di Forze Speciali Controinsurrezionali nel sud del paese, che i comandi colombiani hanno tanto implementato negli ultimi due anni.

 

INCOMINCIA LO SPIEGAMENTO PER L’INTERVENTO

Nonostante il 15 aprile 1997 il Congresso USA abbia approvato un emendamento che proibisce di conferire qualunque tipo di aiuto, anche umanitario, a quelle forze armate coinvolte nella violazione dei diritti umani, negando così la proposta del senatore fascista Jesse Helms di inviare bombardieri ed apparati elettronici ai militari colombiani, il Comando Sud (situato a Panama) ha disposto la dislocazione, in forma segreta, di alcune unità "antinarcotici" alla frontiera comune di Perù, Ecuador e Colombia. Inoltre l’Alto Comando Militare Colombiano, di comune accordo con la DEA, la CIA ed il Pentagono, inizierà quest’anno lo spiegamento operativo di una Brigata speciale, con base nel tenebroso Comando Unificato del Sud della Colombia (insediato a Puerto Leguizamo); secondo gli yankees tale unità è "apparentemente pulita ed esente dalla corruzione e dalla violazione dei diritti umani".

Sarà che i gringos disconoscono che le Unità di questo Comando sono implicate nelle pratiche di detenzione massiva e di tortura nei confronti di centinaia di contadini di quei territori? Non sanno che diverse Unità mobili di questo Comando sono indagate per collaborazione o omissione relativamente ai massacri perpetrati dai paramilitari nel Putumayo, nel Caquetá, nel sud del Meta e nel Guaviare? Vari sottoufficiali ascritti al suddetto Comando sono stati rimossi ed imputati per favoreggiamento nei confronti dei capi del narcotraffico.

Comunque il Dipartimento di Stato USA ha annunciato al Ministro Lloreda che non vi saranno aiuti in denaro, ma solamente in apparecchiature, strumentazioni, armi, aerei, assessori, installazioni e radar. Ai 370 assessori militari statunitensi già presenti in Colombia se ne aggiungeranno altrettanti; questi però avranno qualifiche speciali e verranno destinati, unitamente a 200 esperti (anch’essi statunitensi), a funzioni di installazione, addestramento e verifica delle capacità di spostamento e di effettività dei Commandi di azione rapida che staranno sotto il Comando Unico della Nuova Brigata destinata alla guerra nel Sud della Colombia. E’ precisamente in questa zona che la suddetta Brigata dovrà avere, nelle intenzioni dei nemici della pace, il compito di controllare, combattere e reprimere il contadinato e le FARC, le quali stanno portando avanti un processo di pace che lo stesso Dipartimento di Stato USA dice di appoggiare. E mentre quest’ultimo da una parte si riunisce in Costarica con le FARC, dall’altra incomincia a creare le basi per un intervento militare in Colombia!

Secondo la carta stampata di Washington "nell’operazione (che formalmente è denominata «antinarcotici») è contemplato l’utilizzo di aerei spia e la vigilanza via satellite nelle selve di Orinoquia e dell’Amazzonia". Queste tecnologie militari altamente sofisticate, fornendo immagini di calore ed infrarossi, permetteranno di identificare immediatamente i concentramenti e la localizzazione dei combattenti delle FARC nella giungla e di monitorare le loro comunicazioni, cosa che implicherebbe un consolidamento delle posizioni dell’Esercito nel profondo della selva ed il mantenimento del suo controllo militare sul transito nei fiumi della selva del Sud, attualmente in potere delle FARC. Le truppe congiunte (dei due paesi), sempre nelle intenzioni di questi "maestri" della democrazia e dello stato di diritto, disponendo di una localizzazione esatta e precisa dei guerriglieri nella selva, potranno scontrarsi in combattimenti di terra qualora questi ultimi cercassero di ricompattarsi o fuggire via fiume, e previo attacco aereo di aerei OV-10 Bronco e di elicotteri dotati si artiglieria Blackhawk potranno intercettarli via fiume con lance rapide da combattimento statunitensi, anch’esse dotate di artiglieria. L’intento evidente è quello di dotare l’Esercito governativo di tutti quegli strumenti che gli permettano di finalizzare operativi "avvolgenti" di annichilamento contro la guerriglia, resi possibili inoltre dal controllo e dalla detenzione della popolazione civile; obiettivo centrale: allontanamento di questa dagli Insorti e conseguente isolamento degli stessi.

Ecco i dati relativi all’aiuto finanziario da parte degli U.S.A. che confermano questa drammatica tendenza:

Aiuto militare degli Stati Uniti all’Esercito ed alla polizia colombiani (in milioni di dollari): 1997: 80; 1998: 88,6; 1999: 289.

Secondo il Center for International Policy questo aiuto potrebbe sfiorare nel 1999 i 400 milioni di dollari, portando la Colombia ad essere il terzo paese al mondo a ricevere più aiuti militari dagli USA, dopo Israele ed Egitto.

Questa analisi, sicuramente non esaustiva ma comunque esemplificativa dello scenario attuale che a livello di ingerenza USA in Colombia si va delineando e consolidando sempre più, ci offre alcuni spunti per capire come il livello qualitativo e quantitativo del conflitto armato in Colombia venga identificato dagli Stati Uniti come pericolo e problema principali in America Latina. Porre le basi di un intervento militare, di natura diretta e/o indiretta, riflette quanto sia estremamente presente e all’offensiva l’imperialismo nelle sue forme più marcatamente aggressive. Ma rappresenta altrettanto palesemente la strategicità che riveste in termini di avanguardia la lotta del popolo colombiano e del suo esercito, le FARC-EP, in chiave anticapitalista ed antimperialista non solo per il sub-continente latinoamericano ma per il mondo intero.

Di fronte a questo tentativo USA di normalizzazione aggressiva che va sviluppandosi con fatti e manovre militari ben precisi, diventa non solo vigente ma anche imprescindibile rilanciare con forza un appoggio militante, antimperialista ed anticapitalista alla lotta del popolo colombiano e delle FORZE ARMATE RIVOLUZIONARIE della COLOMBIA- ESERCITO del POPOLO!

 

Fonti: Agenzia di Notizie Nuova Colombia, ANNCOL; Rivista "Semana"

Gennaio 1999

COORDINAMENTO NAZIONALE DI APPOGGIO ALLE FARC-EP

e-mail: cna_italia_farc@iname.com www.altern.org/cnafarc