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Così fu il trattamento dei prigionieri di guerra di Las Delicias da parte delle FARC-EP durante i dieci mesi di prigionia.
Di Dick Emanuelsson - Anncol.
Le FARC-EP trattano i prigionieri di guerra con la massima generosità. Il trattamento si basa su un regolamento delle FARC ed è valido per tutto il movimento guerrigliero.
Questo me lo espressero sia i comandanti che i semplici guerriglieri di base coi quali ho parlato durante quasi due mesi nel blocco Sud delle FARC-EP, nei primi mesi del 1998.
E con il guerrigliero Enrico ho approfondito il tema, questo giovane del dipartimento di Caqueta ha passato non meno di otto dei dieci mesi che i 60 prigionieri di guerra sono stati in potere dei guerriglieri.
Spero che ciò possa servire a tranquillizzare i familiari dei soldati che oggi si trovano in potere delle FARC-EP. Sono più di 60, tra ufficiali e soldati quelli che sono caduti prigionieri dopo gli scontri nella presa del colle Patascoy, il 21 di dicembre del 1997. E nei primi giorni di marzo del 1998 nel sentiero di El Billar, municipio di San Vicente de Caguan, dove 228 soldati "Rambos" furono travolti completamente, 43 soldati furono presi come prigionieri di guerra negli accampamenti delle FARC in alcun località del sud della Colombia.
Scambio di prigionieri?
Semplice volontà politica
Il presidente Samper ha detto che uno scambio tra prigionieri guerriglieri e soldati detenuti dalla guerriglia, come hanno proposto le FARC, non è possibile secondo la costituzione. Però a volte la politica e la realtà viene prima di qualsiasi costituzione o legge, si tratta solo di volontà politica.
Sono stati fatti scambi tra israeliani e palestinesi, nemici giurati. Sono stati fatti tra vietnamiti e nordamericani durante la guerra del Vietnam.
Il ministro delle relazioni estere, Augusto Ramirez, ha dichiarato che è possibile solo attraverso di un indulto o di un'amnistia, questo detto all'agenzia di notizie RCN mercoledì 23 luglio 98'. Potrebbe essere una alternativa però i guerriglieri non intendono essere graziati da azioni che loro considerano legittime. Oltretutto le FARC hanno fatto azioni spettacolari negli ultimi due anni, liberando centinaia di suoi guerriglieri detenuti dalle carceri statali.
Pastrana ha riconosciuto la belligeranza delle FARC-EP
Il nuovo presidente colombiano, Andres Pastrana, ha preso l'iniziativa di incontrarsi con il leggendario comandante guerrigliero Manuel Marulanda tre settimane fa. In pratica questo è stato un riconoscimento di carattere bellico del movimento guerrigliero più antico dell'America Latina, che secondo la mia opinione dopo aver passato quasi due mesi con loro, non è più un movimento guerriglieri ma un'esercito rivoluzionario.
In guerra si prendono prigionieri. Gli "ufficiali" li chiamano sequestrati quando cadono nelle mani della guerriglia e "banditi" quando cadono nelle mani degli organi di sicurezza dello stato.
Però tutti sanno, che in Colombia si sta consumando una guerra.
E in questa guerra ci sono norme e convenzioni internazionali. E secondo i guerriglieri delle FARC-EP, loro hanno il massimo rispetto per i loro prigionieri.
La presa della base militare di Las Delicias
Il 30 di agosto del 1996 alle 19,30 fu attaccata da alcune centinaia di fariani, la base militare Las Delicias ubicata tra il dipartimento di Putumayo e Caqueta. I cruenti scontri durarono sino alle 11,00 di mattina del giorno seguente, quando gli ultimi soldati si arresero.
Avevano paura. I loro cervelli erano stati lavati con il tradizionale anticomunismo nella base militare e durante il servizio militare. E ora gli toccava affrontare quello che molti di loro credevano essere gli ultimi momenti della loro vita. Però non fu così, secondo loro stessi furono trattati bene, a parte la condizione di trovarsi prigionieri, che non è gradevole. Quella che segue è un'intervista che ho fatto ad Enrique in un'accampamento del sud. Egli è stato otto mesi con 12 prigionieri dell'esercito.
Sei stato molto tempo con i prigionieri di guerra dopo che sono stati ripartiti in vari gruppi e distribuiti in vari fronti militari delle FARC, non è così?
Si, vero, io stavo in un gruppo dove avevamo 12 soldati, siamo stati otto mesi con loro. Durante questo tempo tanto loro come noi abbiamo appreso la conoscenza reciproca.
In che forma?
Nella forma che è molto difficile sapere che uno ha in suo potere il nemico e lo sta assistendo. E il dovere nostro e di tutti i rivoluzionari farianos è di rispettare i prigionieri di guerra, per noi è un'orgoglio rispettare chi si arrende in combattimento, perché questi sono gli insegnamenti dei nostri capi e così facendo si dimostra anche al mondo intero che le FARC non sono come ci dipinge l'esercito, e anche questo è un modo di dimostrarlo
Avete un rispetto completo delle convenzioni internazionali?
Esattamente.
Si sorpresero i prigionieri di questo trattamento?
Certo, nel gruppo che noi avevamo c'era un sergente e un capo; il sergente per esempio una volta mi raccontava che quando si era arreso pensava solo a sua moglie e a sua figlia. Pensava che una volta arreso l'avremmo ucciso. Dopo un attimo che era in potere delle FARC, lo hanno messo in fila con gli altri prigionieri . In quel momento è stato quando ha avuto la paura maggiore, pensava che lo andavano a uccidere.
Dopo averlo messo in fila con gli altri lo è stato numerato, dopo ha continuato la marcia, allora cambiò un poco la sua concezione di noi. E come egli stesso mi raccontava, mai aveva avuto a che fare con le FARC e con la guerriglia, era il suo primo combattimento. Era di Calì, era stato trasferito in questa base e fu la prima volta che tocco un fucile in combattimento. Oltretutto secondo il suo parere ci ha detto che se così erano i combattimenti, le FARC erano molto forti.
E gli altri soldati prigionieri erano altrettanto sorpresi?
Si, abbastanza.
Si è generata qualche amicizia tra i soldati e i prigionieri?
Si, nel gruppo c'erano ragazzi buoni, molto gradevoli e cavalieri.
Gente del popolo?
Gente del popolo e dei campi però c'erano anche ragazzi abbastanza jodidos. Chiaro quello che ho potuto captare dentro il gruppo, era che il sergente e il comandante non affrontavano la cosa, solo organizzavano i soldati per fargli fare cose malfatte. Per esempio, come non obbedire ai guerriglieri, parlavano male della cena e di qualsiasi cosa gli davamo, però senza dubbio noi cercavamo sempre di dargli il meglio, perché eravamo coscienti che i prigionieri erano sotto il nostro comando.
Avevamo le stesse condizioni
Loro mangiavano il vostro stesso cibo?
Esattamente.
E furono obbligati a lavorare?
No, negativo, al contrario. Siccome loro erano ragazzi dei campi a cui piace lavorare, ci dissero che desideravano lavorare per non rammollirsi. Però allora noi, per evitare problemi a breve gli abbiamo fatto fare quello che desideravano. Dandogli ciò di cui avevano bisogno.
In un certo periodo è stato abbastanza difficile gestirli per questioni di sicurezza, ci è toccato spostarli da un posto all'altro, un guerrigliero è sempre pronto a un confronto armato, però con i prigionieri di guerra sulle spalle tocca rispondere innanzitutto della loro sicurezza. Più o meno questo fu quello che passarono nei dieci mesi con le FARC.
"Riscattarli a sangue e fuoco!":(General Harold Bedoya)
Perché il comandante delle Forze militari Harold Bedoya disse che li avrebbe riscattati a sangue e fuoco!!
Si, esattamente, questa era la sua dichiarazione passata per radio e televisione. Incluso la disposizione di più di 6000 uomini nell'area di Caqueta per la ricerca dei soldati.
Li avevate legati qualche volta ell'accampamento?
No, non li abbiamo legati perché non ce n'era bisogno. Si parlava con loro e gli si istruiva su quello che c'era da fare in caso di attacco, loro obbedivano.
Cosa dicevano quando vedevano i loro familiari di notte in televisione?
Per loro fu abbastanza duro, perché vedere la propria madre, i fratelli, i familiari nelle condizioni in cui stavano fu veramente duro.
Erano preoccupati per le dichiarazioni del generale Bedoya?
Certo, erano abbastanza preoccupati nell'ascoltare che il proprio capo si esprimeva così per ottenere la libertà dei propri soldati. Però noi li abbiamo tranquillizzati, e gli dicevamo che non era facile, perché solo noi guerriglieri sapevamo dove avevamo i prigionieri. Loro avevano le truppe da tutt'altra parte rispetto la nostra locazione. A riprova di questo è il fatto che nessuna unità di nostra fu mai sorpresa dall'esercito durante i dieci mesi.
Nella consegna ai familiari, in che condizioni fisiche e psichiche erano i soldati?
Questo lo vide tutto il mondo, i familiari, la Croce Rossa Internazionale e tutti i testimoni che si trovavano là si resero conto dello stato in cui si trovavano i soldati.
Tornarono dimagriti?
Alcuni, però altri tornarono troppo grassi e questo lo menzionarono anche i loro familiari, loro pensavano di trovare i loro figli dimagriti o ammalati ma si resero conto che non era così.
Una delle esigenze delle FARC per liberare i soldati era che la Croce Rossa Internazionale esaminasse le loro condizioni fisiche prima che venissero ricevuti dall'esercito?
Esattamente questo fu uno dei punti che sono stati richiesti dalle FARC. E questo è stato fatto un giorno prima del rientro. Sono stati riuniti i soldati e gli è stato fatto un esame dalla Croce Rossa.
E che disse la Croce Rossa sullo stato di salute dei soldati?
La Croce Rossa dopo gli esami disse che loro, i soldati, stavano bene. La Croce Rossa gli ha anche posto domande a cui i soldati rispondevano senza problemi. Prima di questo noi abbiamo detto ai soldati "quando vi fanno gli esami e vi domandano qualcosa, voi potete dire la verità su tutto, se credete che vi abbiamo maltrattato, se avete patito la fame, o se costretti a lavorare, voi potete dire la verità". Dopo che sono stati rilasciati dalle FARC, in altre interviste successive, i soldati, hanno parlato del buon trattamento che hanno ricevuto, e hanno ratificato tutto nonostante fossero in stato di libertà.