La famiglia del guerrigliero Jimmy sopravvive con le coltivazioni illecite nel sud della Colombia, l'unica fonte di sostentamento per migliaia di contadini colombiani.

"La nostra ideologia dice chiaramente che non condividiamo niente con le coltivazioni illecite"

L'alleanza tra i capi del narcotraffico e le Forze Militari.

La tematica sul narcotraffico nel sud del paese e in particolare nel dipartimento di Putumayo si è attualizzata in occasione della discussione sulla desertificazione da parte degli Stati uniti.

Il presidente Samper e il suo governo, preso per le orecchie per lo scandalo di aver ricevuto narcodollari dal cartello di Calì e da altri narcotrafficanti, considerò una vittoria che quest'anno lo stato non è stato desertificato dagli Stati Uniti. Sembra che l'amministrazione Clinton e la CIA preferiscano appoggiare uno stato e il suo sistema in decomposizione contro l'avanzata del movimento guerrigliero.

Nel libro "Situazione dei diritti umani a Putumayo", elaborato dalla Commissione Andina di giuristi nel marzo 1993, si emerge l'alleanza tra la mafia dei narcotrafficanti, in particolare il violento anticomunista Rodrigo Gacha, alias il messicano e l'esercito e la polizia nazionale. Questi organismi statali a loro volta hanno cercato di sviare le accuse denunciando che il movimento guerrigliero delle FARC-EP sono coloro che proteggono e coprono i coltivatori di coca. Ma i difensori dei diritti umani sono di un'altra opinione:

"…i legami della polizia e dei militari coi narcotrafficanti nella regione di Putumayo sono compromessi in tutti i ranghi. D'accordo con versioni di cittadini delle località maggiormente coinvolte e anche con investigazioni giudiziarie, ufficiali di polizia e dell'esercito ricevono paghe mensili affinché permettano il libero traffico di cocaina e dei componenti chimici per la sua lavorazione. Hanno permesso il passaggio di camion carichi di etere e di acetone, il passaggio di cocaina verso Puerto Asis. Ma hanno anche partecipato all'esecuzione di rivali nei regolamenti di conti fra narcos". (pag. 47)

Non sono però solo gli uomini delle forze armate e di polizia coloro che partecipano nei traffici di droga. I giuristi andini menzionano nelle loro indagini che anche ufficiali in pensione sono coinvolti. Mesulen Martinez, maggiore e padrone dell'Hotel Chiluinaco a Puerto Asis, ha un'intima relazione col narcotrafficante Rodrigo Gacha che alloggiava nel medesimo Hotel insieme ai suoi paramilitari. Anche mercenari stranieri che addestravano i paramilitari nel suo accampamento di El Azul, vivevano nell'Hotel.

Questa fatale relazione fu denunciata dalla popolazione civile ma ignorata dalle autorità civili e militari. Le FARC-EP, chiusero l'Hotel e le sue attività attraverso un'ordigno esplosivo collocato all'interno.

In una casa con il tetto camuffato mi incontrai con Jimmy, un guerrigliero negro, alto, magro e molto forte. Per questo ha la responsabilità di caricare una delle pesanti mitragliatrici del Frente al quale appartiene. E' di origine contadina di Putumayo, come la maggioranza dei suoi compagni. Conosce nella propria carne qual è la reale vita di un contadino e le violazioni delle quali sono vittime giornalmente in Colombia. Sei dei suoi cugini sono stati uccisi dall'esercito in una guerra sporca che sembra lontana dal cessare.

Per questo si legò alle Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane da sei anni. Non può sopportare più soprusi dalle forze del supposto ordine pubblico e dai suoi alleati o "peones" i paramilitari che il movimento guerrigliero sconfisse definitivamente nel 1991 insieme ai capi della mafia.

Come migliaia di contadini nel sud della Colombia la sua famiglia sopravviveva e sopravvive attraverso la coltivazione della coca, unica fonte di entrate per i contadini con dieci o dodici figli affamati. La soluzione del tema delle coltivazioni illecite deve essere sociale ed economico, non militare.

Hai dei parenti che furono uccisi a Putumayo?

Si, sei miei cugini furono uccisi là nell'arco di tre anni. L'esercito appoggia il fenomeno dei paramilitari 1987-89 quando l'esercito andava a cercare persone che chiamava "ausiliari della guerriglia". Li chiamavano paramilitari come autorità della regione. C'era una quantità di esercito, protettori di coltivazioni illecite di coca di allora, i paramilitari dall'altro lato facevano le loro azioni uccidendo i contadini che non facevano nessun compromesso con gruppi guerriglieri

Sei entrato nelle file delle FARC da sei anni. Quale è stato il motivo fondamentale?

Fondamentalmente l'ingiustizia, siccome uno vedeva il lavoro sporco del paramilitarismo e dell'esercito, cosa che forma la persona con vendetta verso lo stato. L'unica forma di lotta per conseguire questo è attraverso la lotta armata.

Qui a Putumayo secondo la Commissione Andina di Giuristi, si incontrava il narcotrafficante Rodrigo Gacha, alias il messicano con 350 paramilitari nel campo di Azul.

Si, finanziava questi personaggi per mantenere il controllo della regione.

Com'era il rapporto tra Gacha e l'esercito?

Egli metteva le ani su un'area e l'esercito lo proteggeva.

Quindi c'era un'alleanza tra narcotraffico - esercito - paramilitarismo contro il nemico comune, che in questo caso era la guerriglia?

Si, è così.

In quest'epoca le FARC iniziarono inoffensiva contro la mafia e i paramilitari?

Si, nell'88 - 89' nei luoghi dove i paramilitari avevano le loro basi, dove concentravano le loro forze. Lì furono completamente distrutti e questo significò un cambio totale, iniziò un periodo di calma per la popolazione civile, e questo ha significato il rientro verso il proprio paese per molta gente scappata per paura dei paramilitari e dell'esercito. Ora la popolazione civile si sente protetta dal movimento guerrigliero. Ora però la calma si è rotta di nuovo per le operazioni dell'esercito e dei paramilitari in direzione di Putumayo.

L'esercito ha cercato di collegare le coltivazioni di coca con le FARC, cosa ne pensi?

" Sono in ricerca di un qualcosa che posa mettere in relazione il movimento guerrigliero con il narcotraffico per potere montare una campagna mondiale di diffamazione. L'accusa è falsa. Le coltivazioni non le possiamo distruggere noi e non ci si può attaccare a questo perché l'unica soluzione per il contadino di sopravvivere. Però la nostra ideologia dice chiaramente che siamo contrari alle coltivazioni illecite.

Di chi è la responsabilità delle coltivazioni?

E' lo stato stesso compromesso con il narcotraffico sino al suo presidente. Lo stato sente la pressione del mondo e della stessa comunità nazionale e cerca di spostare questa tensione verso il movimento guerrigliero. "Il contadino non riceve nessun credito e questo fa sì che sia costretto a vincolarsi alle coltivazioni illecite. Nelle coltivazioni legali non ha nessun appoggio, non c'è una infrastruttura viatica per raggiungere le città e per fiume ci vuole troppo tempo.

Nei notiziari abbiamo visto che l'esercito distruggeva laboratori di coca definiti giganteschi. E' così?

"La mia famiglia come tante altre si dedicano alle coltivazioni illecite perché è l'unica fonte di sopravvivenza. Ora, il supposto laboratorio gigantesco è una gran menzogna. Quello che avete visto era un piccolo deposito contadino dove si deposita il prodotto della foglia di coca. Con questa si fa la base di coca che non è la cocaina. Dove si produce la polvere di coca è una zona di un'altra parte del paese, dove c'è la mafia.

Il contadino mantiene quasi tutta la famiglia lavorando la foglia di coca per produrre la base, però le coltivazioni illecite è l'ultimo ricorso che il contadino utilizza per mantenere la sua famiglia". Per esempio se il contadino possiede dieci ettari per produrre mais e lo porta al mercato dove lo pagano molto male, è meglio dare il mais ai maiali piuttosto che perdere i soldi per il trasporto e il lavoro per la raccolta. Per questo è più redditizio la coltivazione di piantagioni illecite.

Se uno ascolta i notiziari si immagina che i contadini hanno le borse piene di soldi.

E' totalmente falso. I soldi vanno nelle borse dei grandi mafiosi e allo stato che appoggia una certa parte di questo complesso narcos.

Qual è la situazione sociale ed economica dei contadini qui a Putumayo?

E' pessima, ci sono molte necessità. I contadini non hanno nessuno che li protegge, non hanno beni, non hanno lavoro. Questo totalmente disimparato dallo stato che non ha compiuto e non compie con suo dovere sociale ed economico.

Cosa necessita per elaborare la base di coca?

Necessita calce , cemento, acido solforico e gasolina.

Quando il contadinato ha fatto la base di coca, si rivolge a un intermediario che gli paga il prodotto?

Si è pagato un minimo per il suo lavoro.

E quando l'esercito dice che i guerriglieri proteggono i laboratori?

Fanno un montaggio per coinvolgerci, però questo non è possibile perché noi evitiamo di accamparci in zone dove ci sono laboratori o transito di persone che lavorano con le coltivazioni illecite o nel processo di lavorazione della coca.

In agosto e settembre 1996 centinaia di migliaia di contadini marciarono verso i centri urbani per protestare contro l'incendio delle coltivazioni illecite esigendo una vera riforma agraria.

Furono grandi marce perché lo stato stava già bruciando con il glisofato che è un veleno che distrugge oltre la coca il medio ambiente, impedendo qualsiasi coltivazione per i contadini. Il contadino esigeva un'alternativa alle coltivazioni illecite però finora non c'è stata nessuna risposta da parte dello stato. L'accordo che si sottoscrisse non è stato rispettato in nessun modo da parte dello stato.

Se tu avessi un messaggio per le autorità nordamericane dove ci sono settori che vogliono incrementare l'invio di materiale bellico all'esercito colombiano affinché combatta il narcotraffico, come sarebbe?

La mia richiesta a questi paesi sarebbe che non appoggino un esercito corrotto, coinvolto con il narcotraffico e che non lo appoggino con armi che vengono utilizzate contro i contadini sempre con più violenza, che servono solo a creare più odio tra il popolo. Il mio desiderio sarebbe che cessino l'appoggio bellico e l'addestramento dell'esercito colombiano. Perché non c'è nessuna soluzione sul narcotraffico, se da quando questi paesi cercano la forma di appoggiare per la via pacifica il popolo perché abbia la sua forma di vivere e non produca più tragedie a causa della droga.